domenica 3 agosto 2008

Smirno Sgroi - Biografia di Vito Ranganello - 008




[...Perpetua da 007] La nuova era: il chitarrismo

Col senno di poi si può tranquillamente affermare che il “chitarrismo”, all’epoca in cui fece la sua apparizione, si affermò soprattutto come una vera e propria dottrina politica e filosofica molto coerente ma non priva di contraddizioni. Soprattutto se si guarda all’epoca in cui questa pratica fece breccia nelle menti imberbi dei giovani dell’ epoca. Siamo a cavallo degli anni 90 e l’esperienza dello yuppismo si era ormai conclusa da qualche anno col suicidio di massa perpetuatosi ad Amburgo nel giugno dell’87. I mondiali di calcio avevano portato una ventata di freschezza nelle coscienze e nei gruppi organizzati delle tifoserie delle squadre italiane di calcio era forte il bisogno di una connotazione politica forte a cui fare riferimento. Apparivano per la prima volta i grammofoni a vento e non c’era un appartamento che fosse sprovvisto di pile ricaricabili. La società dell’epoca era quindi in forte cambiamento e a testimonianza di questo vi erano i frequenti scontri delle parti sociali che non perdevano occasione di discutere animatamente di questioni importanti come la poligamia, l’incesto, l’adulterio e la mestizia. In questo clima di tensione che sfociava in manifestazioni frequenti nelle città di tutta Italia soffocate spesso nel sangue, Vito Ranganello stava elaborando quella che sarebbe diventata la tendenza definitiva del secolo. Folgorato quindi dalla performance di Ramon Cutter, si prese un periodo sabbatico per darsi a uno studio “matto e disperatissimo” della teoria musicale e della tecnica dello strumento a sei corde con la finalità iniziale di emulare il suo idolo ma in cuor suo covava ben più alte ambizioni. Parlando di questo periodo in un intervista al periodico “Anni sabbatici” del marzo 2004 egli infatti afferma che:”…si si…c’avevo una camicia bbianca coi vulevant… si.. come cazzo si chiamano quei colletti attorcigliati… e la catenina… no, il fischietto me l’hanno rubbato…”. [procede...]